Nikko, non solo scimmie

30 11 2008
Nikkō

Nikkō

Domenica scorsa siamo andati a Nikkō (日光, “luce del sole”), a circa 2 ore a nord di Tokyo, una delle mete turistiche più affollate grazie alla sua ricchezza di santuari e monumenti inseriti nella lista UNESCO dei Patrimoni dell’umanità.

Siamo andati insieme a Ichiro (一郎, “primo figlio”), un nostro simpaticissimo amico giappo-italiano, che qualche anno fa ha trascorso un anno in Italia a ll’Università di Venezia. Con lui sono venute anche Hitomi (anch’essa stata a Venezia l’anno scorso, parla l’italiano quasi meglio di me!) e Naoko.

Casualmente, alla stazione abbiamo incontrato un altro ragazzo del Vulcanus, Rob che stava partendo per Nikkō in compagnia di un suo “coinquilino” di dormitorio giapponese con cui fa scambio inglese-giapponese, e così abbiamo passato la giornata tutti insieme. Loro rimanevano in città per 2 giorni, per visitare anche la parte ovest ricca dal punto di vista paesaggistico e naturalistico per cui sicuramente varrà la pena di ritornarci, tempo permettendo, magari in primavera alla fioritura dei ciliegi!

Lallegra compagnia

Da sinistra: Marco, Naoko, Rob, Ichiro, Hitomi, Francesca, e me.

Il viaggio in treno è iniziato a sorpresa con Ichiro che ha uscito fuori una bottiglia di nihon-shu buonissimo (vino giapponese), presa dal suo posto di lavoro (una sorta di enoteca), con quale abbiamo fatto praticamente colazione! Mitico Ichiro! 😀 Nel frattempo abbiamo parlato e scherzato un po’ in giapponese, grazie anche a Ichiro e Hitomi che parlando italiano sono riusciti a spiegarci diverse parole ed espressioni nuove. Naoko invece aveva con sè un frasario di spagnolo perchè si è fissata con il flamengo e vuole impararlo! Nonostante Francesca parli benissimo lo spagnolo, alla fine l’abbiamo obbligata a imparare qualcosa di italiano, promettendole che Marco le avrebbe mostrato le sue celebri doti nel flamengo davanti le scimmie di Nikko! 😛

Le scimmie di Nikko

Le scimmie di Nikko

Ecco, le scimmie! Tutti conoscono le 3 famose scimmie come icona dell’omertà “non vedo, non sento, non parlo”, ma nessuno sa che derivano da queste tre scimmie sagge che rappresentano i principi del Buddhismo tendai: “non sentire il male, non vedere il male, non parlare il male”. Eh, sì… in fondo il concetto è quello.

Ovviamente non potevano mancare le foto di rito, e con queste concludo il racconto. Per vederle tutte cliccate QUI.

P

I soliti turisti scemi!

Particolare della porta Yomei-mon.

Dettaglio dello Yomei-mon (Portale del tramonto). Questo portale è decorato (anche esageratamente) con foglie doro, intagli, dipinti, animali e personaggi mitologici. Considerandolo estremamente perfetto, i costruttori hanno compiuto volutamente un errore posizionando una colonna sottosopra, per evitare di suscitare l'invidia degli dei!

(continua… clicca qui sotto)

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Vulcanus 2009-2010

27 11 2008

Minasan, konnichiwa!

Il programma Vulcanus in Japan non fa neanche in tempo ad iniziare che già parte il nuovo concorso per l’anno successivo, e la storia si ripete! Sogni, desideri, dubbi, documenti… è passato 1 anno per me da quei momenti, ma è volato così in fretta che mi sembra ieri.

Il concorso per il Vulcanus in Japan 2009-2010 è aperto!

Il concorso per il Vulcanus in Japan 2009-2010 è aperto!

Come prevedibile, con l’apertura del bando 2009-2010 ho iniziato a ricevere qualche email. Un anno fa, anch’io ero tra quelli che passavano le notti a divorare blog di partecipanti presenti e passati, e che sentiva il bisogno di scambiare opinioni e chiedere dubbi di ogni genere, e avrebbe voluto in certi momenti avere qualcuno con cui farlo personalmente. Solo ora che sono dall’altra parte, però, mi rendo conto di quanto sia duro trovare tempo libero, e quasi sempre quel poco che ti rimane basta a malapena per sentire casa (i miei concorderanno… :P). Perciò non prendetevela se non posso rispondervi via facebook, msn, skype o simili… ma il blog è in piedi anche per questo motivo.

Seguendo l’esempio di Nino (*), creo anch’io un post apposta per ricevere vostri commenti e domande di ogni genere riguardo al programma, sperando di potervi dare una mano per quello che posso.

Evito di ripetere cose già dette e ridette sul web e vi invito per il momento a dare un’occhiata ai seguenti  links:

peraltro già presenti nel menu a destra, dove ne trovate diversi altri (Siti e Vulcanus Blogs).

La scadenza anche quest’anno è fissata al 20 Gennaio, ma il primo consiglio è di non perdere un attimo perchè ci vuole del tempo per raccogliere e produrre tutta la documentazione richiesta, specialmente se i tempi burocratici delle vostre Università di solito lasciano a desiderare… non esitate a stargli col fiato sul collo per avere tutto in tempo!

Aspetto i vostri interventi!

EDIT 2009/03/02: informazioni relative al “Dopo short-listing”.

EDIT 2009/06/15 – IMPORTANTE!
Puoi partecipare (fare domanda) al Vulcanus in Japan solo fin quando sei studente iscritto all’università (triennale, specialistica o dottorato), e non dopo che ti laurei. Ogni anno il bando esce a Novembre e la scadenza per fare domanda è entro inizio-metà Gennaio (in genere il 20, ma le Università fissano una data prima per poter raccogliere e inviare le domande tutte insieme); i vincitori partono a Settembre di quell’anno.





Furikaekyuujitsu, geniale! Ma non basta…

24 11 2008

E poi dicono che i giapponesi non fanno mai vacanza!

Ancora una volta ritorno su questo aspetto della cultura giapponese di cui si potrebbe discutere per anni. 🙂
(e infatti quest’articolo, che inizialmente sarebbe dovuto essere di poche righe, come al solito si dilunga parecchio!)

E’ sempre pur vero che lavorano troppo, e per spirito di sacrificio non disdegnano straordinari e ferie non se ne prendono… A proposito, notizia di ieri, la Confindustria giapponese ha proposto alle aziende l’iniziativa rivoluzionaria delle “settimane della famiglia”, vacanze a rotazione per gli impiegati in modo che possano trascorrere più tempo a casa, con le mogli e i figli, magari facendo anche sesso. E sì, perchè contraddicendo la teoria del mitico Adriano nazionale (non il brasiliano…), qui hanno scoperto che “chi non lavora non fa l’amore“!! Dopo una giornata infinita di lavoro le energie residue sono così poche che… il calo delle nascite è vertiginoso, tanto che si calcola che di questo passo nel 2100 la popolazione si dimezzerà a 60 milioni! Al calo delle nascite si aggiungono ogni anno circa 10.000 vittime del karoshi (stima delle morti da superlavoro)…
Qualcuno poco tempo fa sostenne che i giapponesi sono troppi, che prima si viveva meglio e che per avere una qualità di vita più alta la popolazione dovrebbe essere circa la metà… ecco, ai tempi questa frase ci colpì perchè troppo dura, ma vista la situazione forse non aveva tanto torto!

A confermare la gravità della situazione, uno studio ha scoperto che in Giappone la parola inglese più usata è “stress”, usata dal 98,5 % della popolazione… e vi assicuro che sebbene non parlino o non vogliano parlare l’inglese, il giapponese è pieno di parole inglesi o inglesiste.

Ho anche scoperto che da un mese è stata avviata la campagna “Otto modi per tornare a casa prima e evitare gli straordinari”, sono curioso di vederla in opera.

Ma in tutto ciò cosa c’entra quella strana parola inpronunciabile del titolo? 😛
Oggi, lunedì, in Giappone è stato giorno di vacanza, ma in realtà la festa era ieri, domenica 23 Novembre:  勤労感謝の日 (kinro kansha no hi) “Giorno del ringraziamento ai lavoratori” (tanto per restare in tema). Però, le feste comandate qui se le tengono strette, e sono veramente il momento in cui cercano di staccare la spina dal lavoro per fare altro, sport, viaggi… Ecco l’invenzione del Furikaekyuujitsu (振替休日), letteralmente “giorno di vacanza trasferito”: se la festa cade di domenica la vacanza si fa il lunedì! Non è un colpo di genio? Quante volte ci capita in Italia il contrario e partono imprecazioni di ogni tipo….

Dal primo momento in cui ho scoperto questa cosa mi è tornata in mente una proposta di non molto tempo fa paventata da un premier di cui non faccio il nome……. Iiiilvio! Anche in quel caso l’idea era alquanto rivoluzionaria, ma altrettanto utile al sistema lavorativo italiano secondo il suo promotore… Più o meno il senso era questo: in Italia si lavora poco e ogni occasione è buona per fare ponte, perciò si dovrebbero spostare le feste che cadono di settimana al sabato e alla domenica per ottimizzare il tempo.

Evito qualsiasi commento e aspetto i vostri!
A proposito di quell’uomo innominato, concludo con un filmato… il nostro eroe ne ha combinata un’altra delle sue! … Un presidente showman, altro che operaio!

Alla prossima!
Chi cambia canale… è un cucù!

(fonte Repubblica.it)





Ohisashiburi desu ne!

23 11 2008

Con questa frase che in giapponese significa “è tanto tempo che non ci vediamo”, riprendo ad aggiornare provando a ritrovare regolarità sul blog dopo tanto tempo. Tra fatti, misfatti, esperienze e viaggi vari ho davvero un bel po’ arretrati da raccontare, sumimasen (scusate)! Per fortuna ho già pronte tante belle foto che mi aiuteranno a scrivere.

Oggi, internet e lonely planet alla mano, ho abbozzato un itinerario di viaggio nella regione del Kansai, da fare con Daniela durante le vacanze di Natale! Grazie a Marco che mi ha prestato il computer (il mio è ancora in assistenza, forse ancora per poco), e al corso di giapponese che finalmente comincia a dare soddisfazioni! Sono riuscito a prenotare telefonicamente gli alberghi, senza usare una parola di inglese! 😀

Domani mattina andiamo a visitare Nikko in giornata insieme ad alcuni giapponesi. Ci ha invitato Ichiro, un nostro amico che abbiamo conosciuto a Settembre che parla anche italiano.

Nella (lunga) attesa di raccontarvi di viaggi fatti, e futuri, riprendo il discorso dalla giornata di oggi in cui ho avuto una piacevole sorpresa! Ma andiamo per ordine…

La settimana scorsa, ho finalmente comprato un tavolo e due sedie usati ma in ottime condizioni… non ce la facevo più con quella specie di tavolinetto da caffè nano… Finalmente potrò studiare e mangiare come si deve anche a casa anzichè cercare sempre rifugio nei cafè o nei mac! Fortunatamente a neanche 200mt da casa mia c’è un “Recycle shop” dove ho fatto questo affare e dove potrò rivendere il tutto a fine anno.

il tavolo!

New entry n.1: il tavolo!

A pochi metri da quel negozio c’è un studio musicale, con un paio di sale prove, e sono entrato per chiedere dove poter comprare un basso di seconda mano o comunque a poco prezzo.

[ Piccola premessa… in estate, ho pensato di iniziare a suonare il basso elettrico, strumento che da sempre avrei voluto imparare. Così durante l’anno in Giappone avrei potuto continuare a suonare qualcosa, visto che comprare e tenere in casa una tastiera seria sarebbe stato abbastanza complicato… E secondo me, avrei avuto a disposizione un bel po’ di tempo libero, cosa che invece qui scarseggia sempre più col passare dei mesi 🙂 L’intenzione era quella di cercare un basso di seconda mano o di prenderne uno non troppo esigente, magari di quegli starter kit per principianti… l’altroieri sono pure stato a fare un giro per farmi un’idea al music district di Ochanomizu (strada piena di negozi di musica e strumenti, 90% chitarre… paradiso per i chitarristi!), e mi avevano anche detto che avrei potuto rivenderlo fra un anno e recuperare almeno metà prezzo. ]

Così, oltre a farmi dare indicazioni, gli ho lasciato il mio numero di telefono chiedendoli di avvisarmi se avessero saputo di qualche occasione.
La sorpresa di oggi riguarda proprio questo! Pomeriggio ricevo una telefonata, anche questa tutta in giapponese eccezion fatta per “… bass guitar!… present for you”!! Incredibbbbile!

New entry!

New entry n.2: bass guitar!

Uno dei ragazzi che lavora lì aveva un basso che non usava più e me l’ha regalato! Si è anche scusato di non avere la custodia… ma figuriamoci! Immaginate il mio imbarazzo nel ricevere questo regalo inaspettato! Grazie a Shou dello “Wild Flower Studio”! Troverò il modo per ringraziarlo appena possibile!

Il basso non è di marca, ma è perfetto per iniziare. E’ un basso a 4 cord “Legend”, marca sconosciuta che mi sembra di aver visto tra quegli starter kit di cui parlavo prima in dei negozi o su internet, e sembra in ottime condizioni! Le corde sembrano un po’ lente, ma probabilmente hanno bisogno semplicemente di essere accordate. Non vedo l’ora di comprare un jack e riavere il mio mac per provarlo!

Giuseppe-san, ganbatteeeee!!!!!!!!





Kanji #3: 雲 (nuvola)

17 11 2008

In giapponese nuvola si dice [kumo].  Il kanji è composto nella parte superiore dal kanji di pioggia (雨 ame). Nella parte inferiore è rappresentato il concetto di “associazione, incontro”, che compare anche nel kanji 会 con riferimento all’incontro di persone (il cappelletto è una versione compatta di [hito] 人, persona).

くも [kumo]

Nuvola: くも("kumo")

Basta ricordarsi che le nuvole sono il punto di incontro (di cosa poi?… delle gocce d’acqua?) da cui scaturisce la pioggia! 😛





Watashi!!!

17 11 2008

Oggi mi è capitata una cosa proprio strana! E comica, perchè certe cose, se non sai ancora che significano, non possono altro che farti ridere!

watashi! watashi!
Watashi! watashi!

Piccola premessa: dovete sapere che sono dimagrito, non troppo ma tanto da aver bisogno 2 buchi in più in una cintura nuova che ho portato dall’Italia… e dovete anche sapere che in più di 2 mesi qui non sono riuscito mai a trovare un posto dove avessero la macchinetta per fare i buchi nel cuoio, ed anche chiedendo in giro “dove posso…” nessuno, e dico nessuno, mi sapeva dare una risposta. Mi sono quasi rassegnato a rinunciarci e magari provare qualche soluzione artigianale…

Insomma, stasera, tornando a casa, dentro la stazione metro di Shibuya ho scovato tra gli altri un negozietto che ricordava quello di un calzolaio, “vuoi vedere che questo sa fare 1 buco in una cintura?!”… e così mi avvicino e con il mio fantastico giapponese gli ripeto la famosa richiesta, e lui mi risponde di sì e che mi costa 50 yen… Per non saper nè leggere nè scrivere cerco di accertarmi che il prezzo sia quello e non per ogni buco…

Al che, l’omino mi ripete che se faccio 1, 2, 3… buchi, sempre 50 yen mi costa, ma… comincia a ripetere “watashi blablablabla… watashi! watashi!…” toccandosi (direi quasi premendo..) la punta del naso con l’indice, e ripetendo il gesto più volte con insistenza! La mossa mi sconvolge e monopolizza la mia attenzione talmente tanto che non riesco più a concentrarmi per ascoltare quello che dice, e nell’incredulità gli chiedo “watashi???!!” (toccandomi il naso anch’io, con faccia da ebete)… Lui rideva e continuava a ripetere il gesto e la stessa frase…

Alla fine, fingo di aver capito e, ringraziandolo, lo saluto e me ne vado. In realtà un’idea me l’ero fatta: probabilmente voleva dire “portala a ME che li faccio IO i buchi..”.

Vuoi vedere che i giapponesi per indicare se stessi si toccano la punta del naso!? Divertitissimo, chiamo immediatamente Marco per vedere se gli fosse mai capitato qualcosa del genere, e mi ha confermato che la sua maestra di giapponese lo fa spesso quando dice “watashi” (io)!

Certe cose un corso non te le può insegnare, le scopri giorno per giorno sulla tua pelle vivendo in questo posto!

Comunque, domani ci ritorno e finalmente avrò una seconda cintura a disposizione.

A proposito di Shibuya… prima del calzolaio, vado all’Apple Store dove ho prenotato una visita ortopedica per lo schermo del mio macbook che da ieri sera fa le bizze… dai sintomi sembrerebbe un “semplice” problema di falso contatto del connettore… mah, speriamo bene!

Alla prossima, non cambiate canale!
Chi cambia canale… è un わたし!!!