Sankanshion (三寒四温)

29 03 2009

Se in Italia abbiamo la filastrocca con il tanto celebre quanto realistico…

“…Arriva marzo pazzerello: esce il sole e prendi l’ombrello!…”

in Giappone hanno il San-kan-shi-on 三寒四温!

L’altro giorno commentavo con un membaa (メンバー: nelle multinazionali giapponesi non si chiamano “colleghi”, ma “membri”) il tempo degli ultimi giorni: la settimana prima sembrava quasi iniziata l’estate, ma poi ha ripreso a piovere e si sono riabbassate le temperature di brutto. E così mi ha tirato fuori questa perla di saggezza giapponese, su cui mi sono poi documentato a dovere con San Google.

San 3
kan freddo
shi 4
on caldo

Letteralmente significherebbe “tre giorni di freddo e quattro giorni di caldo”, ma a quanto pare quest’interpretazione è di origine cinese, mentre i giapponesi si riferiscono più all’oscillazione e all’imprevedibilità del clima!

Sakura rosè

Fiori di sakura rosè

Questa irregolarità non poteva certo passare innosservata in un paese in cui la prevedibilità è un valore fondamentale. Anche nel clima! Il loro clima è molto prevedibile, e le stagioni ben delineate, al punto che molti di loro sanno già con molta precisione quanto cadrà la prima neve, o quando fioriranno i ciliegi,.e così via.  In più le loro previsioni del tempo sono dettagliatissime e seguitissime da ogni giapponese ogni giorno (mica dai un’occhiata al cielo e usi un po’ di cervello per farti un’idea della giornata o di cosa devi mettere), anzi i warning ti arrivano direttamente sul cellulare dal tuo operatore: vuoi mettere ritrovarsi in mezzo a un タイフーン (tifone) o dimenticare di indossare la mascherina perchè è iniziata la stagione del かふん ([kafun], polline)!

(A proposito di polline, apro una delle mie solite parentesi (*)… qualcuno mi ha anche chiesto se avessi problemi allergia al polline [花粉症kafunshoo], ma quando ho risposto “no, per fortuna io no, ma per esempio mia madre quando era giovane ne ha sofferto” mi sono trovato una faccia stupefatta che mi chiedeva “ehh!? veramente? Anche in Europa avete le allergie da polline?? …Io pensavo che era solo un problema giapponese! Ahhh…..” 😐 A quanto pare qui il polline più fastidioso è quello del Cedro, ma ho dovuto spiegare che le allergie primaverili esistono ovunque al mondo dove ci siano alberi e fiori………)

In effetti Marzo è un mese critico nell’anno solare giapponese, un periodo di transizione. Si passa dall’inverno freddo alla primavera e questo fatto è particolarmente sentito tanto da avere una vacanza nazionale. Ma è anche il mese conclusivo dell’anno scolastico, e dell’anno fiscale! A scuola i ragazzi preparano le cerimonie di fine anno, e nelle aziende c’è fermento e aria di cambiamento! Nel mio ufficio, ultimamente hanno spostato scrivanie (anzi ne hanno aggiunte di nuove), qualcuno ha già cambiato posto, alcuni andranno via o cambieranno dipartimento, e in compenso verranno molti nuovi membri (alla faccia della crisi): e questo significa anche che la prossima settimana avrò 2 nomikai, una di addio a chi ci lascia e uno di benvenuto a chi arriva! Insomma, qua, spesso quando dici “l’anno prossimo” ti riferisci all’anno che inizia ad Aprile.

Infine, ma non per importanza, tutto ciò è scandito dalla fioritura dei ciliegi, evento tanto caro ai Giapponesi quasi quanto per noi lo è il Natale! A riguardo non dico altro, e in attesa di godermi questi 2 weekend in “bianco”, vi lascio con le prime FOTO scattate oggi al parco di Ueno!

Fiori di sakura bianchi

(*) ps: …lo so uso troppe parentesi, di questo passo i miei post diventeranno sempre più simili a codice LISP! Almeno non uso sempre e solo.parentesi tonde… ma che ci posso fare, penso annidato e scrivo a flusso di coscienza! Ma è impossibile non pensare annidato: ogni argomento della vita e della cultura che tratto ne tira fuori altri 100!

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Sendai, mari e monti (parte II)

26 03 2009

Il secondo giorno di viaggio sapevamo che sarebbe stata una bellissima giornata di sole e volevamo sfruttarla per un’escursione fuori dalla citta’, verso località di montagna distanti circa 1 ora. C’erano un bel po’ di possibilità e posti da vedere: la cascata di Akiu (considerata una delle 3 cascate più belle del Giappone), l’Akiu Onsen, la gola rocciosa di Futakuchi, Yamadera. Sapevamo anche che sebbene geograficamente fossero tutte nella stessa zona, i tempi e i trasporti avrebbero limitato tanto.

Senzan Line, da Sendai per Yamadera

Senzan Line, da Sendai per Yamadera

Alla fine ci si è messo il servizio di autobus che serve la zona, che inspiegabilmente ha molti meno collegamenti durante i finesettimana e i giorni festivi verso quelle località che… in realtà sono fondamentalmente attrazioni turistiche, e si sa che i turisti in genere viaggiano nei giorni festivi!! Mah… siamo in Giappone, a volte meglio non chiedersi il perchè di certe cose 😛

Alla stazione di Yamadera

Cartello alla stazione di Yamadera

A me ispiravano molto le descrizioni di Futakuchi, ma considerati gli scarsi collegamenti e le opzioni possibili, abbiamo deciso di andare a Yamadera, di cui sapevamo della presenza di un tempio, della possibilità di scalare la montagna, e poco altro.

Casualmente però avevamo anche letto in un sito internet che si poteva raggiungere Yamadera a piedi attraverso un percorso tra valli, ruscelli, ponticelli e cascate in mezzo alla montagna, che parte dalla stazione precedente (Omoshiroyama 面白山, “la montagna interessante” o “divertente“?). Così, se si vuole, si può trasformare questa gita a Yamadera (per cui 2 ore bastano e avanzano) in una gita di un giorno.

Nonostante poco prima di arrivare avessimo visto neve, ancora una volta ispirati dalla legge del ganbatte (alla faccia delle Converse di Tommaso e Giusj, ideali per fare hiking sulla neve!), abbiamo optato per scendere dal treno a Omoshiroyama, e cercare “il percorso che parte alla sinistra della stazione”, come suggerito da quel sito.

Omoshiroyama, sentiero chiuso

Omoshiroyama, sentiero chiuso

Immediatamente appena scesi dal treno, vediamo una sorta di sentiero la cui entrata però è chiusa (vedi foto a sinistra). E ci chiediamo “vuoi vedere che con tutta sta neve il percorso è chiuso, e ci tocca aspettare il prossimo treno?” (che per la cronaca passava dopo 1 ora circa)… Scopriamo che la stazione si trova proprio in corrispondenza della stazione di skilift di un impianto sciistico. Ci confermano che il percorso è chiuso e che il treno passa dopo un’ora, e ormai andiamo comunque a fare due passi sulla neve con l’intenzione di fare qualche foto. C’eravamo solo noi e 2-3 persone che sciavano.

Fortunatamente pero’ scopriamo subito l’inizio del “percorso” con l’indicazione “per Yamadera –>” e non era sbarrato … che male c’e’ ad imboccarlo? In realtà non si trattava del percorso di hiking, ma della strada che consente nelle stazioni non invernali di raggiungere Omoshiroyama in macchina, e che ancora è chiusa per via della neve. Pazienza, fare il vero percorso più a contatto con il fiume e il bosco, magari in autunno sarebbe stato suggestivo, ma non ci è andata male lo stesso!

Inizio della strada, in fondo si intravede ancora limpianto.

Un primo panorama

Un primo panorama

La foresta intorno a noi

La foresta intorno a noi

Camminando notiamo alberi spezzati, massi caduti dalla montagna, qualche piccola frana, e la forza della natura incontrollata da qualche mese… che faticaccia che faranno ogni anno per ripulire tutto e ripristinare la strada! La giornata di sole però ci fa godere tutto, e passeggiare in mezzo alla natura, solo noi e nessun altro, è proprio quello che ci serve dopo settimane trascorse in metropoli!

Vegetazione invernale

Nonostante la neve sotto i piedi e intorno a noi non faceva freddo, niente in confronto al giorno prima, e così senza mai pensare di tornare indietro abbiamo cominciato a scoprire un po’ di curiosità strada facendo! Una delle prime è stato il cartello che indicava “Yamadera 7.1 km” 😀   Sugoi!!

Poi abbiamo scoperto una macchina di qualche genio caduta e ribaltata sulla scarpata ai lati della strada! E menomale che poco dopo c’erano i cartelli apposta a mettere in guardia!

Proprio un genioBei relitti

In alto: proprio un genio - In basso: altro relitto

Attenzione!

Attenzione!

Tra un’indicazione e l’altra, la strada si addentra sempre di più nella valle, costeggiando un fiume che ci porta ad una bella cascata. Tutto e’ molto surreale, sembra davvero che l’uomo non avesse messo piede da queste parti da un po di’ tempo!

Cascata in mezzo alla montagna interessante

Cascata in mezzo alla "montagna interessante"

4,2 km percorsi...

4,2 km percorsi...

...ancora 3 km!

...ancora 3 km!

Dopo circa due ore e 7.5 km percorsi senza fretta, con tante fermate pro-fotografia, arriviamo nel centro abitato di Yamadera, individuiamo subito l’ingresso-salita al tempio, ma anche un paio di ristoranti! Ci fermiamo in uno di questi per ricaricare le energie con una ciotola calda di soba (spaghetti di grano saraceno, in brodo caldo), ed io e Marco scegliamo coraggiosamente una certa “tororo soba” (とろろそば), pur non sapendo cosa fosse sto “tororo“… al vederlo restiamo molto delusi. Il gusto non rimedia molto, e sopratutto il prezzo del pranzo non è molto coerente con la quantità di cibo che abbiamo messo nella panza!

Yamadera 山寺, letteralmente “montagna tempio”, è famosa per il tempio Risshakuji e la montagna caratterizzata da tanti buchi (scavati da monaci per diversi secoli) che la rassomigliano ad una groviera! La salita è di 1110 gradini (stando alla wikitravel), non li ho contati ma li ho fatti tutti!
Il panorama diventava sempre più bello man mano che si saliva!

Lanterna di pietra lungo la salita

Lanterna di pietra lungo la salita

4,2 km percorsi...

Caratteristici buchi nella montagna

Cascata in mezzo alla montagna interessante

Yamadera, vista della valle

Concludo qui, perchè ho fatto tante foto che dicono molto di più di tante parole. Vi lascio solo con alcune curiosità:

  1. Nel punto panoramico più bello della montagna, la pensilina in legno è piena di meishi 名刺 (biglietti da visita) lasciati dai visitatori, probabilmente si dirà che porti bene a qualcosa, ma non sappiamo di preciso cosa. Io e Giusj, in rappresentanza di tutto il Vulcanus 2008-09 abbiamo lasciato i nostri!
  2. Una buca delle lettere… vuoi vedere che il postino si fa 1110 gradini su e giù ogni giorno? 😀
  3. Sulla parete di uno degli edifici antichi in legno del complesso templare, c’è appeso un comunissimo schifosissimo orologio da muro analogico bianco in plastica…… incredibile, no comment….

Attenzione!

1) Il logo EU-Japan è inconfondibile!

Cassetta delle lettereOrologio vergognoso

2) Cassetta delle lettere, 3) Orologio vergognoso

Per tutte le altre clicca QUI (slideshow).

Fine parte II. Nella prossima qualcosina riguardo alla città di Sendai.
Ciao!!!





Sendai, mari e monti (parte I)

24 03 2009

Altro cambio di stagione, altro renkyuu (letteralmente “vacanze consecutive”… in genere “weekend lungo”)! In Giappone gli equinozi sono feste nazionali e, come detto in precedenza, il giorno di vacanza non si perde se cade di fine settimana 🙂
L’equinozio di Primavera, Shunbun no hi ( 春分の日) si festeggia il 20 o 21 Marzo a seconda che l’anno sia bisestile o meno. Per tradizione le famiglie fanno visita alle tombe dei propri cari lasciando fiori, incenso e degli ohagi, dolci palline di riso ricoperte dall’immancabile onnipresente anko (marmellata di fagioli rossi azuki).

Sendai è a nord, nella regione del Tohoku

Sendai è a nord, nella regione del Tohoku

Me ne potevo stare a Tokyo in quest’occasione? Ovviamente no, e come sempre ci siamo ritrasformati in tour operators last minute organizzando in quattro e quattr’otto un viaggio a Sendai. Stanchi dei soliti templi, onsen, e stanchi della routine settimanale (paradossalmente chi per troppo lavoro, chi per assoluta mancanza di lavoro…), abbiamo evitato di stressarci con orari stretti ed accanirci nel dover visitare per forza tutti i possibili luoghi di interesse turistico, prendendocela piu’ comoda. Il viaggio ha preso una connotazione piu’ rilassata e decisamente nature, portandoci dal mare alla montagna, per cui il titolo non poteva essere altro che “Sendai, mari e monti” 😀

Inoltre, a Sendai vive Karol, un nostro amico polacco che il Vulcanus ha spedito in uno studio di architetti da solo lassù a nord, e che ha avuto il piacere di accogliere l’allegra comitiva e di farci conoscere la “sua” Sendai, e specialmente la vita notturna molto animata e diversa da quella esagerata di Tokyo.

Io, Tommaso e Francesca siamo partiti da Tokyo venerdì mattina prestissimo, prendendo una serie di treni locali della durata media di 1 ora (il primo era alle 6:10), e siamo arrivati a Sendai alle 13:30 circa dopo 6 cambi! 😛 Per risparmiare avevamo deciso di prendere l’economicissimo Seishun 18 Kippu, un biglietto speciale che funziona da pass giornaliero per qualsiasi treno locale e rapido della JR in tutto il Giappone, esclusi espressi e shinkansen. Nonostante tutto, a parte il sonno, abbiamo fatto quasi tutto il viaggio a parlare e scherzare, e i ventimila cambi non sono stati per niente pesanti.

A Sendai ci siamo riuniti con Giusj, che veniva da Tsukuba, e Marco e Karl da Hitachi. In stazione abbiamo incontrato anche Lukasz e Bolek insieme a un gruppo di loro amici/colleghi di lavoro, di passaggio anche loro per Sendai per un giorno, e Karol con il quale ci siamo messi d’accordo per la sera.

La nostra prima meta e’ stata Matsushima (松島, da “matsu“=pino, “shima“=isola), uno dei luoghi imperdibili di questa zona (poco più di mezz’ora di treno da Sendai), e famosa per la caratteristica baia punteggiata da minuscole isolette riperte di pini considerata uno dei 3 panorami piu’ belli del Giappone (日本三景  [nihon sankei]). I Giapponesi hanno innato il vizio di classificare sempre i “3 più” in ogni cosa!!
Isoletta nella baia di Matsushima, e Gabbiano

Isoletta nella baia di Matsushima, e Gabbiani

Da Sendai siamo andati a Shiogama, la localita’ sulla costa che precede Matsushima, dalla quale volevamo prendere il battello per raggiungere Matsushima via mare passando in mezzo alle varie isolette. Arrivati a Shiogama ci informano che l’ultimo battello parte dopo poco piu di 5 minuti (alle 15) ed il porticciolo era a circa 10 minuti a piedi, e ci e’ toccato correre letteralmente a perdifiato (grande Tommaso! uno scatto d’altri tempi!) 🙂

Il battello

Il battello

Porto di Shiogama

Porto di Shiogama

Nonostante il sole, faceva freddissimo e tirava un gran vento, ed abbiamo preferito stare per lo piu’ all’interno del battello, ma questo non ci ha impedito di scattare dal ponte un infinita’ di foto al paesaggio e ai gabbiani che ci hanno accompagnato per tutti i 50 minuti!
Alcune isole

Alcune isole

Paesaggio caratteristico

Paesaggio caratteristico...

...ma il cemento potevano evitarlo!

...ma qui il cemento potevano evitarlo!

Gabbiani accompagnano il battello

I turisti li hanno abituati troppo bene con le patatine...

Gabbiano curioso!

Gabbiano curioso!

Gabbiano si dice 鴨の [kamono]

Gabbiano si dice 鴨の (kamono)

Incuranti del freddo (o meglio della nostra salute :P) arrivati a terra siamo andati a visitare le isolette piu vicine collegate alla costa da piccoli ponti percorribili a piedi. Su una di queste, minuscola, si trova il tempio Godaido. In un’altra (Fukuura-jima Island, 福浦島), più grande accessibile attraverso un lungo ponte (neanche a farlo apposta rosso!) che si dice porti alla rottura le coppie di fidanzati che lo attraversino insieme, siamo pure scesi in spiaggia e come dei bambini scritto i nostri nomi sulla sabbia al tramonto…

Sul ponte per Fukuura-jima

Sul ponte per Fukuura-jima

Spiaggia di Fukuura-jima

Spiaggia di Fukuura-jima

Tornati piuttosto infreddoliti in città, dopo aver fatto il checkin al ryokan (tipo tradizionale giapponese di ostello), siamo andati a cena con Karol, e fatto un primo giro della città concludendo la serata in un pub gestito da un ragazzo svedese di Jonköping che non credeva ai suoi occhi quando ha letto Linköping sulla mia felpa! Che fatica ma che piacere rispolverare quel poco di svedese che so, ormai arrugginito e parecchio sovrascritto dal giapponese!
Fotomontaggio by Fra

Fotomontaggio by Fra

In attesa del resto del racconto, come al solito tutte le FOTO sono QUI (slideshow).

Jätte bra!!!
Vi ses!




Kanji #4: 動… “eppur si muove”

12 03 2009

Da una settimana ho ripreso a studiare il Giapponese. Infatti, dopo 2 mesi di tirocinio in azienda, senza uno studio regolare come quello del corso fatto fino a dicembre, e bombardato ogni giorno da duemila termini nuovi e frasi che non capisco, mi sembra che ho esaurito quel minimo repertorio che mi aveva illuso all’inizio di poter comunicare senza problemi. E non si può parlare sempre delle stesse cose, in più se non studio ora che ho l’opportunità di praticarlo sul campo (assolutamente indispensabile per questa lingua) è un peccato.

Anzichè dalla grammatica, ovviamente ho ricominciato dai kanji, il cui studio, sebbene possa sembrare meccanico e solo uno sforzo di memoria, in realtà è molto interessante e divertente. In questi mesi di lavoro ho riempito il mio quaderno-vocabolario con tantissime parole e kanji, ma ne ricordo solo pochi. Adesso che ho ripreso a studiare i kanji tutto sommato ancora di livello base, mi rendo conto che sono indispensabili per capire quelle parole e sopratutto per memorizzarle.

動く [ugoku]: "muoversi"

動く: muoversi

Come al solito kanji che leggi, curiosità che trovi!

Per esempio 動, il Kanji usato principalmente per i verbi:

  • 動く [ugo-ku]  = muoversi,
  • 動かす [ugo-kasu] = muovere,

e che può anche essere letto in altri casi come [dō].

Sapete come si dice “animale” in giapponese?

動物「どうぶつ」 [dou-butsu]

che letteralmente significa “cosa che si muove“! (物 significa “cosa”)

E ancora, il kanji 働

働く: lavorare

働く: lavorare

è formato dal kanji precedente più quella parte a sinistra che deriva da 人 [hito], persona. “Lavorare = persona che si muove“!

A voi i commenti 😀

Ciao!





Dopo lo short-listing

2 03 2009
Il concorso per il Vulcanus in Japan 2009-2010 è aperto!

Inizia il matching con le compagnie

La prima fase delle selezioni del Vulcanus in Japan si concludono nella seconda metà di Febbraio con la famigerata shortlist (leggi news), una lista di circa 160 candidati ai quali è data la possibilità di iniziare il processo di matching con le compagnie partecipanti e le posizioni da queste offerte.
Ad ogni studente short-listed, l’EU-Japan Centre comunicata la lista completa di tirocini.  Ogni studente può decidere di scrivere una lettera di motivazioni indirizzata ad un massimo di 2 posizioni offerte, ma  di queste ne verrà inoltrata solo una a scelta di EU-Japan Centre, e l’eventuale seconda potrebbe essere presa in considerazione solo dopo che il primo tentativo di matching sia fallito. In generale però la commissione selezionatrice suggerisce allo studente 1 tirocini specifici (a volte 2), perchè ritenuto suitable, cioè adatto al profilo dello studente.

Ma non sempre ci azzeccano 🙂 O forse il discorso è un po’ più complicato…

Prendo spunto dal messaggio di Sebastian:

…short-listato, sto cercando di fare del mio meglio nello scegliere il tirocinio che fa per me … devo dire che mi aspettavo qualche dettaglio e spiegazione in più … sono indeciso su 3 offerte di **************…Avresti tempo per darci qualche consiglio o suggerimento per questa fase molto delicata?

P.S. il tempo stringe e entro il 5 dobbiamo inviare la lettera di motivazione!

Non e’ strano o inconsueto trovarsi in una situazione nel genere. Solo in pochi casi si trovano tirocini che riguardano esattamente quello di cui ti occupi o in cui sei specializzato (per lavoro, tesi, ricerca, passione…).

Anch’io l’anno scorso, appena ho ricevuto la lista, ho visto tirocini molto specifici e nessuno per cui fossi veramente tagliato… la prima reazione è stata di delusione e per un paio di giorni ci avevo perso le speranze… “pazienza, forse era troppo bello per essere vero…“. Anche per il tirocinio che mi avevano consigliato da Bruxelles ho pensato sul momento di avere poche chance, poiche’ il tema proposto era lungi da quello che avrei mai pensato di fare dopo la laurea 🙂

Però, dopo il primo impatto sconfortante in una settimana di passione mi sono impegnato per sfruttare al massimo con le lettere di motivazione.

Il mio primo suggerimento è questo: seguite il loro consiglio della commisisone e scrivete la lettera innanzitutto per quel tirocinio.

…A meno che ciò che vi hanno suggerito non ha assolutamente niente a che fare con voi e allo stesso tempo nella lista ne individuate uno che invece fa al caso vostro e nel quale pensate di avere VERAMENTE buone chance di essere selezionati!

Questo lo dico perche’ sia in fase di shortlisting, che al momento di inviare le prime lettere alle host companies,  EU-Japan Centre cerca di distribuire le candidature in maniera uniforme sulle varie posizioni offerte. In parole povere, l’obiettivo è quello di proporre mediamente 3-4 studenti per ogni tirocinio, evitando sovraffollamenti o tirocini “scoperti”, ma soprattutto per garantire le stesse possibilità di selezione ad ogni candidato. Mediamente si “compete” con altri 2 candidati, per cui le possibilità per ognuno sono del 30% circa.

La libertà dei candidati di ignorare il tirocinio suggerito, però, rappresenta una variabile importante in questo ragionamento. Di conseguenza, chi decide di proporsi per un altro che ritiene più adatto al proprio curriculum, rischia di andare a competere con più persone, che verosimilmente sono state indotte a scegliere quel tirocinio perchè ritenuti adatti, e ridurre quel 30% di probabilità di successo.

In realtà, queste sono tutte ipotesi fatte in aria, senza dati precisi, perchè ogni candidato in questo momento conosce solo la sua situazione e ci sono così tanti fattori che confluiscono che fare dei pronostici è praticamente impossibile.  Alla fine tutto può succedere, pure che la compagnia si ritiri o cambi in corsa l’argomento di ricerca. Probabilmente l’unica strategia è quella di ridurre questi fattori, e di affidarsi anche ad una buona dose di fortuna! (Ma come dico sempre, la fortuna bisogna sapersela cercare con determinazione, nulla viene così per grazia ricevuta…)

Vi racconto come andò a me l’anno scorso.
Dopo un paio di giorni di dubbi, riprendo coraggio e mi convinco a dare tutto perchè a questo punto è da stupido non provarci. Così dedico una quasi settimana intera alla lettera di motivazione, disinteressandomi di tutto il resto e tralasciando anche uno degli ultimi 2 esami per la laurea!
Partito ovviamente dalla lettera inviata a Gennaio, indirizzandola stavolta all’host company e raffinandola in base agli specifici richieste interessi della stessa. In questi casi tutto è importante per convincerli che siete la persona che stanno cercando.  Se necessario, cercate anche di reperire il più possibile informazioni sulla compagnia anche consultando il suo sito web, per saperne di più sui progetti e sulla mission.
Alla fine decido di mantenere il suggerimento come prima scelta, e di scrivere una seconda lettera per un altro tirocinio per i cui requisiti credevo di avere qualcosa in più nel mio curriculum universitario.
Col senno di poi, a mente fredda mi resi conto di quanto avrei potuto rimpiangere la seconda lettera, perchè non avrei potuto mai competere con gente che sul tema di quel tirocinio avesse anche solo un minimo di esperienza pratica in più rispetto a me (che presentavo solo esami universitari e relativi project works). Al contrario per il tirocinio di NTT Data Corp. non era no richieste esperienza e conoscenza tecniche a priori, ma veniva privilegiato l’entusiasmo e l’interesse a studiare il tema proposto, e le mie parole e il mio portfolio evidentemente li hanno convinti.
Se avessero inviato per prima la mia seconda “lettera”, molto probabilmente avrei perso anche le possibilità di propormi a NTT Data Corp., e invece oggi sono qui! (per la cronaca l’anno scorso nella prima fase hanno mantenuto la preferenza di tutti i candidati)

Se poi vogliamo dirla tutta… quel tirocinio se l’era aggiudicato uno studente che aveva svolto la tesi sullo stesso specifico argomento, ma che…. si è ritirato solo ad Agosto, a selezioni già concluse!!!

A questo proposito un appello: pensateci bene, e se non siete sicuri di partecipare non togliete la possibilità ad altri, e se proprio dovete rinunciare alla borsa, fatelo se possibile a selezioni in corso!

Vi ricordo sempre l’altro articolo sul Vulcanus in Japan dove potete continuare a discutere tramite i commenti.

In bocca al lupo a tutti (crepi! …rispondo io per voi :P) e ganbatte kudasai!!