Una fragola e un pizzico di… cultura giapponese! (Kanji #2)

29 10 2008

Prendo spunto da un commento di いちご (leggi “ichigo”) per rispondere e proseguire il discorso iniziato nel post precedente.

atharva80)

Ausiliaro del traffico (autore foto: atharva80, tratta da http://flickr.com/photos/atharva/1457461785/)

いちご ha scritto:

[…] so che alcune donne (forse anche uomini) a turno, nel quartiere, dirigono il traffico nell’orario in cui i bambini lasciano le loro case e si avviano verso la loro scuola. Questo PRIMA di andare al proprio lavoro!! Insomma instancabili…
E’ vero? Ne hai vista qualcuna?

Non ti so rispondere con esattezza, perchè magari li ho pure visti ma non so che fossero genitori “volontari”. Di ausiliari del traffico ne vedo sempre e ho sempre avuto l’impressione che fosse gente comune, nel senso che non sembra che abbiano o che ci voglia una specializzazione per farlo, e probabilmente spesso sono volontari (in precedenza ho detto infatti che spesso sono piuttosto anziani)! In ogni caso, dopo 2 mesi che sto qui, se quello che hai sentito è vero non ci trovo nulla di strano, rispecchia esattamente il loro modo di pensare, di concepire il lavoro e il bene comune.

La dedizione al lavoro è un cardine della loro cultura, e quindi nonostante sia stancante, impegnativo e ti mangia tutto il tempo libero, se sei giapponese il tuo lavoro lo fai con passione e con piacere. E se proprio hai del tempo libero, perchè sprecarlo se puoi essere d’aiuto alla comunità?

Questo, in parte, spiega anche perchè i giapponesi generalmente tendono a non sfruttare i giorni di ferie che hanno a disposizione (ci sono compagnie che fanno delle vere e proprie campagne di sensibilizzazione per stimolarli…), e perchè in Giappone ci sia forse il più altro tasso di risparmio (non so se è l’espressione tecnica corretta, ma fondamentalmente le famiglie giapponesi tendono più ad accumulare risparmi che non a spenderli!)

Inoltre, da quello che ho capito e da quanto ci è stato “raccontato” finora durante diversi seminari sul Giappone, il loro modo di pensare, formato attraverso un certo tipo di Educazione (scritta volutamente con la maiuscola) e disciplina, li porta a non perseguire il successo personale e la competizione, ma tutto l’opposto.

Se questo da un lato sembra positivo in quanto estremamente altruistsa, dall’altro comporta anche qualche effetto negativo, in quanto l’assenza di competitività porta involontariamente ad uniformarsi su livelli mediocri piuttosto che raggiungere risultati ottimi, limitando le proprie potenzialità e soprattutto la fantasia e l’inventiva.

Per fare un esempio pratico ci è stato detto che i ragazzini che a scuola hanno risultati eccellenti si sentono quasi in colpa e a disagio nel risultare superiori ai loro compagni… 🙂

Chiudendo (momentanemente) il discorso, ringrazio nuovamente ichigo perchè mi offre su un piatto d’argento un altro kanji! Ichigo infatti significa “fragola”, ed è rappresentata così:

いちご (fragola)

いちご (fragola)

Dai, con un pizzico di immaginazione un po’ assomiglia a una fragola, no? 🙂
In realtà, volendolo esaminare più a fondo, la parte superiore dell’ideogramma rappresenta il concetto di “pianta” in generale, ed infatti lo si trova in molti altri ideogrammi che hanno a che fare con le piante, come:

  • (leggi “cha”) = tè
  • (leggi “hana”) = fiore

…giusto per dimostrarvi che non sono sempre o solo scarabocchi senza una logica!

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Lavoro di squadra!

27 10 2008

Ecco una foto scattata un paio di settimane fa al porto di Yokohama (a proposito, articolo su quella giornata work in progress…) che la dice lunga su un aspetto caratteristico della cultura giapponese: collettività vs individualità!

Lavoro di squadra

Lavoro di squadra

E’ davvero assurdo vedere che nella patria dell’hi-tech, specialmente in campo di automazione e robotica, per scaricare delle valigie in uno spazio di dieci metri scarsi ci siano almeno 7 persone che fanno passa-mano e non si muovono di un centimetro!

Ma è solo una delle cose più bizzarre che ho visto finora… Davvero ogni giorno ti rendi conto che qui la cultura del “ganbatte!” e la dedizione al lavoro (ovviamente per il bene di tutti prima che di sè stessi) danno vita a  mestieri assurdi! Tutti a modo loro si danno da fare mettendo anima e corpo nei loro compiti a volte apparentemente inutili e ripetitivi alla nausea, con una pazienza tendente a infinito e oltre!

Per esempio, in questo momento mi viene in mente lo staff della Tokyo Metro.  Di questi simpatici omini ce n’è almeno uno su ogni linea, e tra le altre cose hanno  un microfono attraverso il quale, ad ogni treno in arrivo (mediamente ogni 3-4 min), ripetono esattamente la stessa identica frase per ricordare di fare attenzione e stare dietro la linea gialla, mimando con le mani la direzione di percorrenza.

Security staff

Security staff

Oppure gli omini della sicurezza che circondano i “lavori in corso” per strada negli orari di buio e ti indicano la strada con delle torce illuminate (vedi foto, anche se non si vede il colore rosso a causa del flash), e non è raro incontrare tra questi gente molto anziana che sicuramente dopo la pensione continua a dare il proprio contributo alla comunità!

Per non parlare di commessi, camerieri, e simili, che agli ingressi di negozi e ristoranti, per strada, ripetono in continuazione “irasshaimase.. irasshaimase douzo!” (che tradurrei con “venghino signori, prego… venghino“), per invitare ad entrare (a mo di “butta-dentro”) o semplicemente per darti il benvenuto quando entri… Se vi capiterà di trovarvi in Giappone per qualche tempo, anche breve, vi giuro che arriverete a odiarli!

Veramente, non è raro chiedersi perchè tutta questa gente fa lavori assolutamente evitabili… ma poi ci pensi e capisci che non sarebbe Giappone senza tutto ciò!!!





Una domenica “qualunque” a Tokyo

27 10 2008

Nell’attesa di completare alcuni racconti su fatti e esperienze giapponesi delle ultime due settimane (a proposito, scusate la “differita”) provo a raccontarvi con più regolarità dei fatti di ogni giorno, più o meno in real time.

Il titolo è volutamente paradossale… perchè qui nulla è normale, e nulla è strano… e se volete nulla è impossibile! Tokyo è veramente una città incredibile, e ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto di quanto sia immensa e tutta da scoprire. A volte rifletto e mi sembra che, per quanto cerchi di viverla intensamente, un anno sia solo un assaggio… ma non mi permetto certo di lamentarmi, poter vivere qui è una fortuna ed un’esperienza assolutamente unica, e spero di potervi trasmettere almeno un pizzico delle cose che mi passano davanti gli occhi ogni giorno!

Tanto per farvi capire cosa può succedere in una giornata “qualunque”, oggi è bastato fare 2 passi in Omote Sando dori per incontrare uno “qualsiasi”… guardare per credere:

Io e Riccardo Muti

Io e Riccardo Muti

Per la cronaca, il Maestro si trova qui in tournee con la Filarmonica di Vienna con cui presenta “Così fan tutte” di Mozart, e già un mese fa era stato qui a Tokyo per un’altra tournee! Leggi il seguito di questo post »





Kawagoe Matsuri

25 10 2008
Posizione geografica

Kawagoe

Domenica scorsa, 19 Ottobre, siamo andati a Kawagoe, città che si trova nella prefettura di Saitama, a circa mezzora di treno da Ikebukuro (Tokyo), ma 1h30 da casa mia che si trova esattamente dall’altra parte! Kawagoe è anche chiamata Koedo (piccola Edo) per la somiglianza stilistica di alcune case e templi che ricordano l’antica Edo, vecchio nome della città di Tokyo. Tuttavia non siamo andati per visitare la città (magari un giorno ci tornerò apposta), ma per assistere ad uno dei più famosi Festival della regione del Kanto, che si svolge ogni due anni ad Ottobre, da circa 350 anni.

Il Kawagoe matsuri (festival) dura di 2 giorni, ed attira tantissima gente (anche 1 milione in tutto, in 2 giorni).

E’ caratterizzato dalla parata di una serie di splendidi carri in legno (paragonabili ai nostri carri carnevaleschi) decorati con intarsi e lanterne. Su di essi alcune persone in abiti e maschere tipiche danzano e suonano a ritmi sempre più incalzanti. Le maschere rappresentano figure storiche o personaggi di racconti e leggende popolari.

Carro

Carro

DettagliDettagli

Dettagli

I carri, piuttosto grandi, vengono spinti e trascinati con corde, e il corpo principale può rotare sulla base in modo da rivolgere la parte del palco in diverse direzioni verso il pubblico, nei momenti in cui stanno fermi. Leggi il seguito di questo post »





Kanji #1: 安い (Yasu-i)

23 10 2008
yasu-, an-

yasu-, an-

Inauguro la sezione dedicata ai Kanji con uno dei più divertenti sinora incontrati.

Graficamente rappresenta una donna sotto un tetto: (おんな, leggi “onna”) è infatti il kanji usato per indicare una persona di sesso femminile.

A questo punto vi starete chiedendo qual è il significato. Come al solito ce n’è più di uno. Se usato da solo:

  • 安い (yasui)  =  economico

Se invece viene combinato kanji:

  • 安全 (anzen)  =  sicuro, affidabile
  • 安心 (anshin) する (suru)  =  tranquillizzarsi, rasserenarsi

Morale della favola? Sembra che tenere la donna in casa sia … economico, affidabile, sicuro, e tranquillizzante!

Riflettete uomini, riflettete!





Oyasumi nasai

10 10 2008

E’ passata una settimana da quando non mi faccio vivo, e così ho deciso di fare un salto prima di andare a dormire. Nell’ultima settimana, specialmente lo scorso fine settimana sono successe alcune cose di cui spero di avere tempo di raccontarvi. Venerdì scorso, per esempio, sono stato invitato dalla mia compagnia ad un Nomikai (のみかい), o “drinking party”, dopo il quale notte a Roppongi, di cui non dirò molto se non citare la raccomandazione di un mio amico: “Beware of 六ポ木“… ^_^

Per il resto, questa settimana, dopo il mega test mensile hanno rimescolato le classi più o meno in base ai livelli individuali, e sono finito in quella che teoricamente dovrebbe intraprendere un passo più veloce dalla prossima lezione. In effetti, in questi primi due giorni abbiamo studiato la stessa grammatica delle altre classi, ma ci siamo potuti permettere di fare duemila domande alle sensei (insegnanti), le quali si sono dilettate a insegnarci duemilioni di parole, aggettivi e verbi nuovi! …ganbarimasho! A proposito, i Kanji (gli ideogrammi che i giapponesi hanno importato dai cinesi) sono difficili da memorizzare, specialmente la loro pronuncia che varia a seconda di varie situazioni, però… sono davvero interessanti ed alcuni davvero spassosi… ogni giorno ne scopriamo qualcuno che deriva da associazioni di idee assurde! Ecco perchè ho intenzione di “aprire” una sezione apposita per farvi scoprire anche a voi questa realtà…. magari mi aiutate a scoprire che sostanze assumevano quelli che li hanno inventati!

Domani si prospetta un altro venerdì infinito… dopo le lezioni forse andremo a incontrare un maestro di Kendo (chissà che non mi interessi la cosa…), e la notte nuovamente a Roppongi (ma in un locale diverso stavolta).
Sabato, se le energie lo permetteranno, ci sarebbe il Tokyo Game Show 2008 (il nome dice tutto), ho appena scoperto tra l’altro che si svolge qui a Chiba, a meno di mezzora da casa mia.

Domenica andiamo a Saitama, a imparare a fare origami e sushi 😛 (si spera anche di mangiarlo, anche se per quello non serve imparare…!). Lunedì, invece, è vacanza, e ne approfittiamo per andare a Yokohama al Robo Japan 2008 (anche in questo caso il titolo è tutto un programma).

Altro? no… può bastare così 🙂

Ce la farà il nostro eroe!?

Buona notte!!

ps #1: il titolo del blog “Oyasumi Nasai” è l’espressione usata dai giapponesi per augurare la buonanotte… in realtà può essere usata in qualunque momento in cui qualcuno va a dormire. Infatti  “yasumi” significa “riposo, pausa…”, da cui O-yasumi nasai diventa “buon riposo”. In realtà, letteralmente sarebbe “Riposati”, in una sorta di imperativo neanche troppo gentile dovuto a quel “nasai” usato per dare ordini o comandi …

ps #2: dalla 日本のたいしかん (Ambasciata Giapponese) di Roma oggi sono arrivate buone notizie, ma non dico altro per scaramanzia…. perciò, astraendomi un attimo dalla incredibile realtà quotidiana del Vulcanus… non vedo l’ora che arrivi Natale!





Per favore fallo in giardino

5 10 2008

La Tokyo Metro ha attuato una campagna di sensibilizzazione sulle buone maniere, con una serie di poster che cambiano ogni mese. Ecco quello che è spuntato il primo di Ottobre:

Please do it at the yard

Please do it at the yard

Sul sito ufficiale si possono vedere anche i poster dei mesi precedenti di questa “pubblicità progresso”.
Per quanto mi riguarda, le foto si commentano da sole! E voi che ne pensate? 😀

Questa è solo una delle curiosità della metro di Tokyo! Ne approfitto per mostrarvene un’altra:

Women only!

Women only!

Se in Italia si è lottato tanto per le quote rosa, qui in Giappone (dove storicamente le donne non hanno mai goduto di grande importanza nella società) adesso hanno pure il vagone rosa! E così, ogni mattina nella fascia di punta che va fino alle 9.30, l’ultimo vagone del treno è riservato a sole donne che così evitano il rischio di essere palpate nella confusione generale. Posso assicurarvi che i treni arrivano a riempirsi in maniera assurda in certi orari!