Sankanshion (三寒四温)

29 03 2009

Se in Italia abbiamo la filastrocca con il tanto celebre quanto realistico…

“…Arriva marzo pazzerello: esce il sole e prendi l’ombrello!…”

in Giappone hanno il San-kan-shi-on 三寒四温!

L’altro giorno commentavo con un membaa (メンバー: nelle multinazionali giapponesi non si chiamano “colleghi”, ma “membri”) il tempo degli ultimi giorni: la settimana prima sembrava quasi iniziata l’estate, ma poi ha ripreso a piovere e si sono riabbassate le temperature di brutto. E così mi ha tirato fuori questa perla di saggezza giapponese, su cui mi sono poi documentato a dovere con San Google.

San 3
kan freddo
shi 4
on caldo

Letteralmente significherebbe “tre giorni di freddo e quattro giorni di caldo”, ma a quanto pare quest’interpretazione è di origine cinese, mentre i giapponesi si riferiscono più all’oscillazione e all’imprevedibilità del clima!

Sakura rosè

Fiori di sakura rosè

Questa irregolarità non poteva certo passare innosservata in un paese in cui la prevedibilità è un valore fondamentale. Anche nel clima! Il loro clima è molto prevedibile, e le stagioni ben delineate, al punto che molti di loro sanno già con molta precisione quanto cadrà la prima neve, o quando fioriranno i ciliegi,.e così via.  In più le loro previsioni del tempo sono dettagliatissime e seguitissime da ogni giapponese ogni giorno (mica dai un’occhiata al cielo e usi un po’ di cervello per farti un’idea della giornata o di cosa devi mettere), anzi i warning ti arrivano direttamente sul cellulare dal tuo operatore: vuoi mettere ritrovarsi in mezzo a un タイフーン (tifone) o dimenticare di indossare la mascherina perchè è iniziata la stagione del かふん ([kafun], polline)!

(A proposito di polline, apro una delle mie solite parentesi (*)… qualcuno mi ha anche chiesto se avessi problemi allergia al polline [花粉症kafunshoo], ma quando ho risposto “no, per fortuna io no, ma per esempio mia madre quando era giovane ne ha sofferto” mi sono trovato una faccia stupefatta che mi chiedeva “ehh!? veramente? Anche in Europa avete le allergie da polline?? …Io pensavo che era solo un problema giapponese! Ahhh…..” 😐 A quanto pare qui il polline più fastidioso è quello del Cedro, ma ho dovuto spiegare che le allergie primaverili esistono ovunque al mondo dove ci siano alberi e fiori………)

In effetti Marzo è un mese critico nell’anno solare giapponese, un periodo di transizione. Si passa dall’inverno freddo alla primavera e questo fatto è particolarmente sentito tanto da avere una vacanza nazionale. Ma è anche il mese conclusivo dell’anno scolastico, e dell’anno fiscale! A scuola i ragazzi preparano le cerimonie di fine anno, e nelle aziende c’è fermento e aria di cambiamento! Nel mio ufficio, ultimamente hanno spostato scrivanie (anzi ne hanno aggiunte di nuove), qualcuno ha già cambiato posto, alcuni andranno via o cambieranno dipartimento, e in compenso verranno molti nuovi membri (alla faccia della crisi): e questo significa anche che la prossima settimana avrò 2 nomikai, una di addio a chi ci lascia e uno di benvenuto a chi arriva! Insomma, qua, spesso quando dici “l’anno prossimo” ti riferisci all’anno che inizia ad Aprile.

Infine, ma non per importanza, tutto ciò è scandito dalla fioritura dei ciliegi, evento tanto caro ai Giapponesi quasi quanto per noi lo è il Natale! A riguardo non dico altro, e in attesa di godermi questi 2 weekend in “bianco”, vi lascio con le prime FOTO scattate oggi al parco di Ueno!

Fiori di sakura bianchi

(*) ps: …lo so uso troppe parentesi, di questo passo i miei post diventeranno sempre più simili a codice LISP! Almeno non uso sempre e solo.parentesi tonde… ma che ci posso fare, penso annidato e scrivo a flusso di coscienza! Ma è impossibile non pensare annidato: ogni argomento della vita e della cultura che tratto ne tira fuori altri 100!

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Kanji #4: 動… “eppur si muove”

12 03 2009

Da una settimana ho ripreso a studiare il Giapponese. Infatti, dopo 2 mesi di tirocinio in azienda, senza uno studio regolare come quello del corso fatto fino a dicembre, e bombardato ogni giorno da duemila termini nuovi e frasi che non capisco, mi sembra che ho esaurito quel minimo repertorio che mi aveva illuso all’inizio di poter comunicare senza problemi. E non si può parlare sempre delle stesse cose, in più se non studio ora che ho l’opportunità di praticarlo sul campo (assolutamente indispensabile per questa lingua) è un peccato.

Anzichè dalla grammatica, ovviamente ho ricominciato dai kanji, il cui studio, sebbene possa sembrare meccanico e solo uno sforzo di memoria, in realtà è molto interessante e divertente. In questi mesi di lavoro ho riempito il mio quaderno-vocabolario con tantissime parole e kanji, ma ne ricordo solo pochi. Adesso che ho ripreso a studiare i kanji tutto sommato ancora di livello base, mi rendo conto che sono indispensabili per capire quelle parole e sopratutto per memorizzarle.

動く [ugoku]: "muoversi"

動く: muoversi

Come al solito kanji che leggi, curiosità che trovi!

Per esempio 動, il Kanji usato principalmente per i verbi:

  • 動く [ugo-ku]  = muoversi,
  • 動かす [ugo-kasu] = muovere,

e che può anche essere letto in altri casi come [dō].

Sapete come si dice “animale” in giapponese?

動物「どうぶつ」 [dou-butsu]

che letteralmente significa “cosa che si muove“! (物 significa “cosa”)

E ancora, il kanji 働

働く: lavorare

働く: lavorare

è formato dal kanji precedente più quella parte a sinistra che deriva da 人 [hito], persona. “Lavorare = persona che si muove“!

A voi i commenti 😀

Ciao!





Quando ai Giapponesi le cose piace dirle due volte

4 02 2009

Una caratteristica della cultura Giapponese è quella del “dire / non dire”, grazie alla quale riescono (loro…) a capirsi usando mezze parole, evitando il più possibile l’approccio diretto. Come dicono qua, “leggere nell’aria” o “leggere tra le righe”. Il dubio lecito è che in quei momenti  chi ascolta capisca veramente ciò che non viene detto, oppure si limita a ignorarlo perchè non è dato (…gradito, consentito, corretto, utile) sapere. Questa attitudine li rende estremamente gentili e corretti, ma agli occhi di un occidentale poco preparato è incomprensibile, e l’idiosincrasia scatta automaticamente. Nonostante quanto te ne abbiano parlato o tu ne abbia letto, ci vuole del tempo per abituarcisi e adattarsi, ma probabilmente anche allora non lo avrai mai accettato completamente. Perchè essere diretti può essere più rozzo, scortese, insensibile… ma almeno non rischi di non esprimere per niente le tue opinioni ed esigenze o di capire le altrui! Dico bene, dico giusto.. o ho ragione? (citaz. Prof. Coco)

Ma perchè ho preso questo argomento? Semplicemente come pretesto per parlare di una cosa decisamente più divertente 😛

Se da un lato amano le mezze parole e le parole non dette, da un altro… il vocabolario Giapponese è pieno zeppo di parole “doppie”, usatiiiiiiissime nella lingua di tutti i giorni 🙂 Sono parole composte da una stessa parte ripetuta due volte, usate per “mimare” dei concetti (ぎたいご “ghitaigo”), o suoni (ぎおんご, “ghiongo”) con onomatopee realistiche o inventate. Ne elenco solo alcuni tra i più usati o che mi capita spesso di sentire, ma in realtà ne esistono centinaia.
Oltre che divertenti (provate a leggerle velocemente una dopo l’altra e ditemi se non fanno ridere!), le trovo molto espressive… ecco perchè davvero a volte gli basta dire 2 parole per dire tanto!

Tempo e frequenza

  • tokidoki (時々) – a volte
  • daitai (大体) – generalmente, approssimativamente; piu o meno
  • oriori (折々) – occasionalmente
  • chokuchoku (ちょくちょく) – spesso, di frequente, ogni tanto
  • ghirighiri (ぎりぎり) – all’ultimo minuto, appena in tempo
  • motomoto (元々/本々) – in origine
  • mukashimukashi (昔々) – tanto tempo fa, c’era una volta…
  • ichichi (一々) – uno alla volta
  • sorosoro (そろそろ) – gradualmente, costantemente, lentamente
  • chakuchaku (着々)  – in maniera costante, continua

Varie

  • moshimoshi (もしもし)- “pronto” (al telefono)
  • iroiro (いろいろ) – vari, diversi
  • betsubetsu (別々) – separatamente, individualmente (es. nel pagare il conto)
  • barabara (バラバラ) – disordinatamente, sparpagliatamente
  • maamaa (まあまあ) – così così
  • hitobito (人々) – la gente
  • perapera (ぺらぺら) – fluente (es. nel parlare una lingua) (*)
  • parapara (パラパラ) – gocce sparse
  • sekaseka (せかせか) – impetuosamente
  • tamatama (偶々) – casualmente, inaspettatamente
  • nakanaka (中中)
    – (pos.) molto, notevolmente, considerevolmente, facilmente, piuttosto
    – (neg.) per niente, affatto (con un verbo negativo)
  • pekopeko (ぺこぺこ) – essere molto affamato
  • wakuwaku (わくわく) – eccitazione, ansia, batticuore (sitauz. positive)
  • dokidoki (どきどき/ドキドキ) – ansia, batticuore, cuore in gola (situaz. negative)
  • pikapika (ぴかぴか) – il brillare, luccicare
  • yaya (やや) – un po’, parzialmente; in breve tempo

Onomatopeiche

  • jabujabu (じゃぶじゃぶ) – il rumore dell’acqua che fa splash
  • chapochapo (ちゃぽちゃぽ) – v. jabujabu
  • katsukatsu (カツカツ) – il rumore di un click, di uno scatto

Poco usati ma…

  • pechapecha (ぺちゃぺちゃ)
  • chinchin (ちんちん) – **** (leggi “cin cin”) …qui agisce la censura (evitate di dire cìn cìn quando brindate in Giappone …o fatelo apposta se volete farli ridere/imbarazzare! :P)
  • gatsugatsu (がつがつ) – cupidamente, morendo dal desiderio
  • sukusuku (すくすく) – rapidamente
  • sugosugo (すごすご) – scoraggiato
  • mushimushi (むしむし) – caldo e umido

Un paio di collegamenti esterni per vederne degli altri:

  • LISTA corposa, forse li contiene tutti (più o meno comuni), ma senza traduzione.
  • libro di “Grammatica Giapponese” (Mastrangelo, Ozawa, Saito – Ulrico Hoepli Milano), v. par. 2.8.

(*) Piccola nota… solo per dire che il mio livello di giapponese non è per niente “perapera”… direi più “tera tera”!!! 😀

A presto! Chi cambia canale… è un ちんちん-ちゃん!!!





Kanji #3: 雲 (nuvola)

17 11 2008

In giapponese nuvola si dice [kumo].  Il kanji è composto nella parte superiore dal kanji di pioggia (雨 ame). Nella parte inferiore è rappresentato il concetto di “associazione, incontro”, che compare anche nel kanji 会 con riferimento all’incontro di persone (il cappelletto è una versione compatta di [hito] 人, persona).

くも [kumo]

Nuvola: くも("kumo")

Basta ricordarsi che le nuvole sono il punto di incontro (di cosa poi?… delle gocce d’acqua?) da cui scaturisce la pioggia! 😛





Una fragola e un pizzico di… cultura giapponese! (Kanji #2)

29 10 2008

Prendo spunto da un commento di いちご (leggi “ichigo”) per rispondere e proseguire il discorso iniziato nel post precedente.

atharva80)

Ausiliaro del traffico (autore foto: atharva80, tratta da http://flickr.com/photos/atharva/1457461785/)

いちご ha scritto:

[…] so che alcune donne (forse anche uomini) a turno, nel quartiere, dirigono il traffico nell’orario in cui i bambini lasciano le loro case e si avviano verso la loro scuola. Questo PRIMA di andare al proprio lavoro!! Insomma instancabili…
E’ vero? Ne hai vista qualcuna?

Non ti so rispondere con esattezza, perchè magari li ho pure visti ma non so che fossero genitori “volontari”. Di ausiliari del traffico ne vedo sempre e ho sempre avuto l’impressione che fosse gente comune, nel senso che non sembra che abbiano o che ci voglia una specializzazione per farlo, e probabilmente spesso sono volontari (in precedenza ho detto infatti che spesso sono piuttosto anziani)! In ogni caso, dopo 2 mesi che sto qui, se quello che hai sentito è vero non ci trovo nulla di strano, rispecchia esattamente il loro modo di pensare, di concepire il lavoro e il bene comune.

La dedizione al lavoro è un cardine della loro cultura, e quindi nonostante sia stancante, impegnativo e ti mangia tutto il tempo libero, se sei giapponese il tuo lavoro lo fai con passione e con piacere. E se proprio hai del tempo libero, perchè sprecarlo se puoi essere d’aiuto alla comunità?

Questo, in parte, spiega anche perchè i giapponesi generalmente tendono a non sfruttare i giorni di ferie che hanno a disposizione (ci sono compagnie che fanno delle vere e proprie campagne di sensibilizzazione per stimolarli…), e perchè in Giappone ci sia forse il più altro tasso di risparmio (non so se è l’espressione tecnica corretta, ma fondamentalmente le famiglie giapponesi tendono più ad accumulare risparmi che non a spenderli!)

Inoltre, da quello che ho capito e da quanto ci è stato “raccontato” finora durante diversi seminari sul Giappone, il loro modo di pensare, formato attraverso un certo tipo di Educazione (scritta volutamente con la maiuscola) e disciplina, li porta a non perseguire il successo personale e la competizione, ma tutto l’opposto.

Se questo da un lato sembra positivo in quanto estremamente altruistsa, dall’altro comporta anche qualche effetto negativo, in quanto l’assenza di competitività porta involontariamente ad uniformarsi su livelli mediocri piuttosto che raggiungere risultati ottimi, limitando le proprie potenzialità e soprattutto la fantasia e l’inventiva.

Per fare un esempio pratico ci è stato detto che i ragazzini che a scuola hanno risultati eccellenti si sentono quasi in colpa e a disagio nel risultare superiori ai loro compagni… 🙂

Chiudendo (momentanemente) il discorso, ringrazio nuovamente ichigo perchè mi offre su un piatto d’argento un altro kanji! Ichigo infatti significa “fragola”, ed è rappresentata così:

いちご (fragola)

いちご (fragola)

Dai, con un pizzico di immaginazione un po’ assomiglia a una fragola, no? 🙂
In realtà, volendolo esaminare più a fondo, la parte superiore dell’ideogramma rappresenta il concetto di “pianta” in generale, ed infatti lo si trova in molti altri ideogrammi che hanno a che fare con le piante, come:

  • (leggi “cha”) = tè
  • (leggi “hana”) = fiore

…giusto per dimostrarvi che non sono sempre o solo scarabocchi senza una logica!





Kanji #1: 安い (Yasu-i)

23 10 2008
yasu-, an-

yasu-, an-

Inauguro la sezione dedicata ai Kanji con uno dei più divertenti sinora incontrati.

Graficamente rappresenta una donna sotto un tetto: (おんな, leggi “onna”) è infatti il kanji usato per indicare una persona di sesso femminile.

A questo punto vi starete chiedendo qual è il significato. Come al solito ce n’è più di uno. Se usato da solo:

  • 安い (yasui)  =  economico

Se invece viene combinato kanji:

  • 安全 (anzen)  =  sicuro, affidabile
  • 安心 (anshin) する (suru)  =  tranquillizzarsi, rasserenarsi

Morale della favola? Sembra che tenere la donna in casa sia … economico, affidabile, sicuro, e tranquillizzante!

Riflettete uomini, riflettete!