Line-art, pop-art e manga

26 06 2008

Ciao a tutti!

In questi giorni dovrei finire la mia tanto adorata tesi di laurea, ma ogni occasione è buona per distrarmi.

Ho deciso di personalizzare la grafica del blog creando un’immagine di intestazione personalizzata, e così ieri ho ripreso una mia foto per farne una sorta di immagine-fumetto.

La foto risale a Novembre quando si iniziava a sognare e parlareRisata in stile manga di Giappone, e infatti inconsciamente già allora cominciava a uscire fuori la risata “babba” in stile cartoni giapponesi.

Per creare l’immagine (ancora work in progress) mi sono  ispirato alla Line Art a cui mi sono appassionato un paio di mesi fa, un po’ per la mia passione di lunga data per il disegno, su carta o schermo, mai espressa fino in fondo. In effetti, come ricordavo solo oggi dopo anni, quando ero piccolo dicevo spesso che da grande avrei voluto fare il fumettista… ma pensa te!

La Line Art non è altro che la tecnica usata dai fumettisti che consiste nell’abbozzare il disegno prima a matita e poi rifinirlo ripassando con una penna a inchiostro nero tutte le linee in maniera che siano nette e nitide. Il disegno così completo può essere poi colorato. Al giorno d’oggi il disegno viene importato con uno scanner per ritoccarlo se necessario e colorarlo al computer, sfruttando potenti programmi di grafica.

E’ anche possibile, per chi non è bravissimo nel disegno a mano libera, sfruttare la grafica vettoriale per disegnare al computer mantenendo il totale controllo su punti e linee. Su questo si basa la tecnica che ho usato per trasformare la foto in un fumetto realistico: è bastato prendere la foto, isolare la mia bella figura dallo sfondo, ripassare contorni e linee principali (stilizzando il più possibile), e infine colorare più o meno a piacere e applicare qualche leggera ombra presa dalla foto… Semplice no? 😛

In realtà è solo una parte dell’immagine di intestazione che merita qualcosa di più di quel rosso piatto. Avevo qualche idea in mente su cosa mettere, e in particolare volevo sfruttarlo per scrivere il titolo del blog a modo mio, ma a quanto pare il blogger gratuito di WordPress e il tema grafico che ho scelto non me lo permettono… Pazienza, verranno le idee, magari l’immagine si andrà arricchendo dinamicamente (come diremmo noi informatici) durante l’anno!

Il risultato attuale della mia trasformazione è questo (potete cliccare sull’immagine per ingrandire)… senza dubbio molto meglio della mia faccia vera, ma migliorarla non era impresa così ardua 😛
Lo sfondo si ispira alla bandiera militare usata dalla marina giapponese, chiamata Kyokujitsu-ki (旭日旗), che non so perchè ma mi affascina particolarmente.

Però, a parte qualche ritocco tipo ombre/luci colorate ad hoc, e la personalizzazione della maglietta (per cui, in mancanza di idee mi sono ispirato all’azzurro nazionale… sigh!), risulta forse “troppo” realistico, cioè non molto vicino alle forme stilizzate e buffe dei fumetti e in particolare dei manga. A proposito di questi ultimi, probabilmente col tempo aggiungerò qualche tratto tipico o qualche ideogramma volante, e magari una versione proprio stilizzata del mio “fumetto” con la faccia -_-‘ con tanto di “gocciolina di sudore” (sweatdrop) che fa tanto cartoni giapponesi…. Spazio alla fantasia!

Nel frattempo, se ci fosse qualcuno interessato alle tecniche di Line-Art e Pop-Art, segnalo il sito Melissaclifton.com che contiene un sacco di tutorials semplici e fatti bene (tra cui quello per trasformare una foto in un fumetto in stile pop-art), e Nanoda Blog per chi è interessato ai Manga.

Adesso vi saluto, e torno alla tesi, sperando di essermene liberato o quasi al prossimo post! Ciao!!

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Separati alla nascita

19 06 2008

E’ da mezzora che rido 😀 Non perchè la Germania ha appena eliminato il Portogallo da Euro2008… ma perchè, cambiando da rai1 a rai2 su suggerimento di mio padre chi mi ritrovo?? Scolari in un film americano!! Ma no! non è Scolari, è Gene Hackman… ma sono uguali!
Guardate le altre foto e ditemi poi se non è così 🙂 Leggi il seguito di questo post »





Karōshi: too much work will kill you

4 06 2008

Oh pobbàcco! Non immaginavo che il mio primo post sul Giappone fosse così drammatico… A quanto pare non è solo paradiso tecnologico e futuristico, o almeno la vita delle formichine operose che lavorano instancabilmente (e per le quali la popolazione della megalopoli Tokyo subisce un’escursione di 2 milioni e mezzo di persone tra il giorno e la notte…Wikipedia reference) non è tutta rose e fiori…

…ed evidentemente così instancabili non sono, come dimostra questa notizia:

Karoshi“Morire di straordinari nella terra del Karoshi” (vedi articolo).

Che dire… semplicemente, state tranquilli che non farò la stessa fine!


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