Telefonino vulcanico

18 09 2009

Durante il tirocinio in NTT Data ho lavorato su Android, il sistema operativo per cellulari e dispositivi mobili in generale sviluppato inizialmente da Google e poi da tante importanti firme riunite sotto il nome di OHA (Open Handset Alliance). Ovviamente anche dopo il rientro in Italia mantengo un forte interesse, e tra le ultime notizie, oltra alla piattaforma di sviluppo della versione 1.6 (Donut) rilasciata ieri, me ne ha colpita una in particolare.

Ultimamente ogni giorno compare una nuova notizia riguardo ad un altro grande produttore di telefonini o netbooks in procinto di sviluppare e rilasciare dispositivi basati su Android, ma non potevo mai aspettarmi di leggere LG Etna!!

Anteprima dellLG Etna

Anteprima dell'LG Etna

Da Siciliano prima, studente a Catania poi, e di recente Vulcanus, un nome così vulcanico non può che rendermi orgoglioso e curioso di vedere il prodotto finito!

(fonte e immagine da Androidiani.it – link)

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45 nuovi ambasciatori per il Vulcanus in Japan 2009-2010

29 06 2009

Adesso sembra proprio così… concluse le selezioni per il Vulcanus in Japan 2009/2010.
Record di partecipanti: 45! Ben 10 in più rispetto a quest’anno (35) e, se non sbaglio, 5 rispetto al precedente record (40).

Il concorso per il Vulcanus in Japan 2009-2010 è aperto!

Selezioni concluse (o no!?) per il Vulcanus in Japan 2009-2010

Il progetto cresce, aumentano gli studenti che aspirano a partecipare, probabilmente nuove compagnie ospitanti entrano in gioco… chissà se aumentano anche i finanziamenti. Sembra che da quest’anno le compagnie finanzieranno direttamente una parte della borsa, e questo spiegherebbe l’aumento delle borse disponibili. Nonostante ciò, sebbene qualche compagnia di quest’anno sarà assente, ce ne sono alcune che ospiteranno molti studenti allo stesso tempo. In tempo di crisi nera, un bel segnale contrastante con gli andamenti negativi dell’economia e dei mondi dell’industria e della ricerca!
Speriamo che con la quantità migliori anche la qualità complessiva del programma a partire dai tirocini stessi, che per la nostra esperienza sono l’aspetto più migliorabile e da migliorare.

A parte la solita, e sempre più consolidata, presenza massiccia di Italia, Spagna (di nuovo 10 a testa) e Polonia (in aumento da 7 a 9), c’è  piò spazio anche per molte minoranze, e sopratutto per l’ingresso di nuove nazioni che mai erano state rappresentate in Giappone nelle passate edizioni del programma! Il colpo grosso lo fa la Romania, che esordisce alla grande con addirittura 3 studentesse, provenienti da università, città e campi di studio differenti.

Distribuzione dei partecipanti al Vulcanus in 2009-2010 sulla cartina dell'Europa

  • Italia, Spagna: 10
  • Polonia: 9
  • Francia: 5
  • Romania: 3
  • Lituania, Repubblica Ceca: 2
  • Estonia, Finlandia, Ungheria, Austria: 1

NOTA: si considera sempre la nazione in cui si trova l’Università frequentata dallo studente selezionato, e non la sua nazionalità.

A quanto pare l’Italia dovrebbe essere rappresentata da 7 ragazzi provenienti dal Politecnico di Milano, 1 dall’Università di Genova, 1 dall’Università di Ferrara e 1 dall’Università di Catania.

Un’ultima statistica: 34 maschi e 11 femmine (quest’anno siamo 25 e 10).

Congratulazioni a tutti e adesso fatevi onore! E ricordatevi che da Settembre… “sarete ambasciatori Europei in Giappone”!! (ve lo ripeteranno allo sfinimento :P)

E a tutto lo staff di EU-Japan Centre buon lavoro e… in bocca al lupo: ne avrete 45 da tenere a bada l’anno prossimo, eheheh! Ganbatte ne!!

Links:





Italia zelig

17 04 2009

Ancora una delle sue! Che dico una… almeno 3!

Ecco le ultime del presidente che tutto il mondo ci invidia.

Nemmeno qui in Giappone sfuggono le sue battute e gaffe! Pochi giorni fa mi hanno fatto notare della sua battuta della settimana scorsa agli sfollati “andate in vacanza al mare, che paghiamo noi” 😛

Questa almeno si può interpretare come sdrammatizzazione……mah…Ma perchè deve proprio insistere con le persone “abbronzate”?

Suvvia, non ce la prendiamo, è solo il nostro Papà! (…ma dategli qualche altro annetto e vedrete che riuscirà a togliere pure l’accento…)

Silvio show – part 1

Il premier Silvio Berlusconi cerca di tirare su il morale degli sfollati, facendo ricorso alle sue battute. Rivolgendosi a un parroco di colore ha affermato sorridendo: “Complimenti, lei è molto abbronzato”. A un’altra ragazza di colore, il presidente del Consiglio ha detto sempre scherzando: “Vorremmo avere tutti il tempo di prendere il sole come te”. Poi ha chiosato: “Stringimi forte, chiamami papà”

Yes, we can!

Yes, we can!

伊の首相 clown!

伊の首相 clown!

Silvio show – part 2

Poco prima, visitando il campo scuola di Poggio Picenze, Berlusconi era salito in cattedra e aveva chiesto ai bambini “Chi sono io?”, e ha recitato la poesia “Rio Bo” di Aldo Palazzeschi. Quindi ha concesso degli autografi ai piccoli alunni, e rivolgendosi ad alcuni bambini macedoni di Poggio Picenze, ha detto: “Questi autografi non rivendeteli a meno di 20 euro”

Silvio show – part 3

Prima di lasciare la tenda ha salutato i bambini con alcuni pizzicotti, e poco prima di salire in auto per lasciare il campo scuola, Berlusconi ha incoraggiato, abbracciandola, una signora. Le ha chiesto quanti anni avesse. “Presidente, ho 76 anni, ma mi raccomando, pensate ai giovani, che noi il nostro tempo lo abbiamo fatto”, ha detto la donna. Parole a cui il premier ha replicato scherzando: “Signora, parli per lei…”

Tu!

Tu!

(fonte Repubblica.it)





L’Aquila e gli avvoltoi

8 04 2009

Le mie più sentite congratulazioni.





Il vero punto debole è l’applicazione delle leggi

8 04 2009

ovvero…
“L’Italia ha una normativa e un livello della ricerca che sono all’avanguardia nel mondo”, ma…

Senza parole... (fonte Repubblica.it)

Senza parole... (fonte Repubblica.it)

Articolo interessantissimo e piuttosto eloquente su Repubblica.it. In basso ne riporto alcuni passaggi significativi… e non mi va di commentare più di tanto.  Tanto se ne parla e se ne parlerà troppo, a strumentalizzare in Italia ci vuole un attimo e sono tutti bravi..


A Tokyo un sisma del 7° grado causerebbe solo 400 vittime, in Calabria 32 mila
Utilizzare le tecniche più avanzate può costare fino al 20 per cento in più

Così il Giappone ha vinto la sfida
“Acciaio elastico e cuscinetti antisismici”

Ma l’Onu ci bacchetta: siete in ritardo, eppure le leggi ci sono
di ELENA DUSI

UN TERREMOTO di grado 7, nell’Appennino meridionale provocherebbe tra i 5 e gli 11mila morti, in Giappone 50. Un sisma ancora più violento (intensità 7,5) in Calabria causerebbe tra le 15 e le 32mila vittime, appena 400 in una città densamente popolata come Tokyo.

[…] “In Giappone un terremoto come quello dell’Aquila non sarebbe neanche finito sul giornale” dice. “E invece da noi l’applicazione della legge che impone criteri antisismici per gli edifici di nuova costruzione viene rimandata in continuazione”.

[…] “Non esiste terremoto in grado di far crollare un palazzo costruito adottando tutti i dispositivi dell’ingegneria antisismica” […] “Lo provano i casi di California e Giappone, dove sismi molto potenti provocano danni limitati”.

In Italia un censimento degli edifici più o meno resistenti ai sismi esiste […] però classificato tra i “dati sensibili” e non è reso pubblico. “Divulgarlo potrebbe generare paure ingiustificate tra la popolazione” […]

[…] Dopo che un sisma classificato come “di intensità moderata” ha distrutto parte dell’Abruzzo, l’agenzia dell’Onu […] ci ha ricordato il dovere di adottare di più i criteri antisismici. “Costruire un edificio nuovo nel rispetto delle norme antisismiche fa lievitare la fattura del 3-5 per cento. Risparmiare una cifra ridicola e non rispettare le norme di sicurezza è un gesto criminale” […] Il San Salvatore “è stato costruito 15 anni fa, quando già si disponeva delle informazioni tecniche” per difendersi dalla violenza delle onde sismiche.

“L’Italia – secondo Pinho – ha una normativa e un livello della ricerca che sono all’avanguardia nel mondo. Il vero punto debole è l’applicazione delle leggi”. Per iniziare a costruire le scuole con criteri anti-terremoto, in Italia, c’è voluta la tragedia di San Giuliano.

[omissis]


(Leggi tutto su Repubblica.it)

La storia ci ha insegnato che prevedere i terremoti catastrofici è ancora utopia, o per lo meno la maggior parte della comunità scientifica è convinta di ciò. Solo in un caso l’uomo è riuscito a capire tutto in anticipo e a salvare un’intera popolazione (leggi questo articolo).

Che senso ha prendere per pazzo e non dare ascolto a chi avverte della possibilità di un terremoto imminente? Non sarebbe più facile non doversi preoccupare di prevedere e dare allarmi se i nostri edifici fossero costruiti come si deve? In fondo costerebbero molto meno che ricostruire città e vite distrutte…

Perchè, oggi, nel 2009, se le tecnologie esistono non vengono utilizzate? La risposta è abbastanza semplice in realtà… è come rispondere alla domanda “perchè la maggior parte della popolazione mondiale muore di fame e di malattie superate se le tecnologie per evitarlo esistono già?”

Ma no, le cose succedono… è colpa di tutti e di nessuno, adesso non importa, bisogna soltanto essere uniti e postvenire, perchè in Italia a prevenire non siamo proprio capaci!

E va bene che in Italia abbiamo un patrimonio artistico, architettonico e culturale fatto di edifici vecchi… ma un ospedale inaugurato nel 2000… la Casa dello Studente…

Game over (fonte Repubblica.it)

Game over (fonte Repubblica.it)

Che tristezza in questi giorni vedere quello che è successo in Abruzzo… e non sto a parlarvi dei commenti dei giapponesi che qui si meravigliano di quanto danno abbia procurato un tale terremotuccio…

Che mondo sarebbe senza magna-magna…..

God bless Italy,
Saluti da Tokyo.