Il pianto della cicala

3 10 2008

EDITED: ho scoperto di più sulla cicala, leggi in basso.

Stamattina, 2 Ottobre, sono andato al City Hall (una sorta di municipio, che si trova a 100mt da dove abito) a ritirare la mia Alien registration card, ovvero la mia carta di identità per quest’anno di residenza in Giappone.

Alien card

Alien card

La richiesta l’avevo fatta più o meno 20 giorni fa, e finora ho avuto un certificato sostitutivo temporaneo. anche se in realtà ho preferito portare appresso sempre il passaporto. Quel giorno, insieme ai documenti relativi alla registrazione, ho ricevuto alcuni opuscoli contenenti un sacco di informazioni pratiche sui servizi presenti in questa città (Ichikawa) ed una mappa con i luoghi di interesse in rilievo… e non poteva mancare neanche stavolta l’ennesima guida alla separazione programmata dei rifiuti (a proposito… dopo 1 mese, sono quasi riuscito ad organizzarmi da queto punto di vista!)

Comunque, nonostante i tempi di attesa, da quel poco che ho visto, posso dire ancora una volta che non rimpiango gli uffici pubblici italiani!😛 Qui, in perfetto stile giapponese, gli impiegati sono tutti gentilissimi e disponibili, i “clienti” ordinati e silenziosi attendono il loro turno tranquillamente seduti.

Ma la cosa più strana l’ho notata solamente oggi: su un tavolo, accanto a dellel brochure informative per i residenti stranieri, c’era una specie di gabbietta trasparente per animali, con tanto di riproduzione non troppo fedele di un ambiente naturale. Mi avvicino per vedere meglio, e anzichè trovare una tartaruga, un ramarro, un’iguana o chissà cos’altro, a prima vista non vedo niente… guardo meglio e…vedo qualcosa che si muove… Era una sorta di insetto, se così si può chiamare, dalle forme simili a quelle di una mosca un po’ più grossa, che camminava nella sua prigione… ancora qualche secondo e la vedo aprire per qualche istante le ali ed emettere un suono simile a quello di una cicala!

Mah, ma so’ strani sti giappi! Abbastanza divertito da questo incontro me ne sono tornato al mio posto, accompagnato dai cicalii…
Purtroppo non avevo con me la macchina fotografica, ma giuro che se trovo il tempo un giorno ci torno solo per questo!

(citazione dai miei studi di fenomeni aleatori) “Preso per certo che…” ciò che ho visto era una cicala, ho fatto una rapida ricerca in rete, ed effettivamente qualcosa c’è che riguarda le cicale e i giapponesi.

EDIT: si chiama “suzu mushi” (letteralmente “campanella insetto”) ed è la cicala-campanella tanto amata in Giappone. Leggi su Wikipedia o qui.

Ho anche scoperto che molti bambini qui vanno pazzi per gli insetti, in particolare di coleotteri, che accudiscono in teche trasparenti, e che a volte sono oggetto di regali (anche piuttosto costosi se si considerano la dimensioni medie spropositate degli insetti in giappone!)

In attesa di saperne di più vi lascio a questa storia.

(da http://www.superzeko.net/doc_federicobattistutta/FedericoBattistuttaVeritaECammino.html)

Elogio della cicala

[…] nel racconto di La Fontaine la cicala e la formica risultano fra loro speculari, indicatori, al di là delle finalità pedagogiche della storia, di come uno può fallire un’esistenza: in fondo, nella cicala pentita c’è il desiderio di essere formica e nella formica invidiosa si nasconde l’animo di una cicala.

Tutti conosciamo la favola della cicala e della formica, così come viene raccontata da Jean de la Fontaine. La formica si prodiga nella stagione estiva a procurarsi il cibo e accantonarlo per le giornate fredde e buie, mentre la cicala trascorre il suo tempo a cantare e suonare. Venuto l’inverno, la cicala affamata mendica del cibo alla formica, la quale glielo nega ricordandole la fatica di una e l’ozio dell’altra nei lunghi giorni d’estate.

Nelle campagne giapponesi il canto delle cicale è una colonna sonora costante che ti accompagna giorno e notte, al punto da divenire col tempo una compagnia sonora, uno sfondo a cui le orecchie si abituano al punto di accorgersi del canto proprio quando s’interrompe. Pensando alla favola di La Fontaine, la sensibilità giapponese ha elaborato un’immagine assai differente riguardo alla sorte questo animaletto. È bene sapere che la cicala vive per un lungo periodo sotto terra, fino a sette anni o più, prima di riuscire a guadagnare la superficie aprendosi una via d’uscita nel terreno, lasciando l’involucro trasparente che la ricopriva e aprendo finalmente le ali per volare. Ma la vita all’aria aperta della cicala è breve, al massimo un paio di settimane, poi muore. (Questo, quando va bene: ricordo di aver visto una cicala rimasta incastrata nella fessura che si era aperta e veniva aggredita e divorata da gruppi di formiche).

Così come i giapponesi ammirano i i delicati fiori del ciliegio che cadono a terra dopo pochi giorni, proprio per la loro fragile bellezza, allo stesso modo amano profondamente questo animale, parlando non di canto, ma di un pianto della cicala, i cui lunghi preparativi per venire alla luce si consumano in una manciata di giornate di vita, trovando in questo destino tutta la bellezza, l’impermanenza e l’ineluttabilità dell’esistenza.


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2 responses

3 10 2008
criss

la cicala.. .. dovevo esserci io lì.. !!! ahauhauh!!!
magari la allevano.. per poi mangiarsela con un bel soffrittino..
bleahhhh!!!!!!!

..giappi giappi..

20 10 2008
Mr.Williams

Ke storia triste…
e poi se volevano avere tutto sto significato dell’esistenza breve ma per lo meno di un insetto + bello…si tengano le farfalle..nn le cicale k rompono pure i timpani!:P
Commento di un italiano medio!!!:D

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