Kanji #3: 雲 (nuvola)

17 11 2008

In giapponese nuvola si dice [kumo].  Il kanji è composto nella parte superiore dal kanji di pioggia (雨 ame). Nella parte inferiore è rappresentato il concetto di “associazione, incontro”, che compare anche nel kanji 会 con riferimento all’incontro di persone (il cappelletto è una versione compatta di [hito] 人, persona).

くも [kumo]

Nuvola: くも("kumo")

Basta ricordarsi che le nuvole sono il punto di incontro (di cosa poi?… delle gocce d’acqua?) da cui scaturisce la pioggia! 😛

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Watashi!!!

17 11 2008

Oggi mi è capitata una cosa proprio strana! E comica, perchè certe cose, se non sai ancora che significano, non possono altro che farti ridere!

watashi! watashi!
Watashi! watashi!

Piccola premessa: dovete sapere che sono dimagrito, non troppo ma tanto da aver bisogno 2 buchi in più in una cintura nuova che ho portato dall’Italia… e dovete anche sapere che in più di 2 mesi qui non sono riuscito mai a trovare un posto dove avessero la macchinetta per fare i buchi nel cuoio, ed anche chiedendo in giro “dove posso…” nessuno, e dico nessuno, mi sapeva dare una risposta. Mi sono quasi rassegnato a rinunciarci e magari provare qualche soluzione artigianale…

Insomma, stasera, tornando a casa, dentro la stazione metro di Shibuya ho scovato tra gli altri un negozietto che ricordava quello di un calzolaio, “vuoi vedere che questo sa fare 1 buco in una cintura?!”… e così mi avvicino e con il mio fantastico giapponese gli ripeto la famosa richiesta, e lui mi risponde di sì e che mi costa 50 yen… Per non saper nè leggere nè scrivere cerco di accertarmi che il prezzo sia quello e non per ogni buco…

Al che, l’omino mi ripete che se faccio 1, 2, 3… buchi, sempre 50 yen mi costa, ma… comincia a ripetere “watashi blablablabla… watashi! watashi!…” toccandosi (direi quasi premendo..) la punta del naso con l’indice, e ripetendo il gesto più volte con insistenza! La mossa mi sconvolge e monopolizza la mia attenzione talmente tanto che non riesco più a concentrarmi per ascoltare quello che dice, e nell’incredulità gli chiedo “watashi???!!” (toccandomi il naso anch’io, con faccia da ebete)… Lui rideva e continuava a ripetere il gesto e la stessa frase…

Alla fine, fingo di aver capito e, ringraziandolo, lo saluto e me ne vado. In realtà un’idea me l’ero fatta: probabilmente voleva dire “portala a ME che li faccio IO i buchi..”.

Vuoi vedere che i giapponesi per indicare se stessi si toccano la punta del naso!? Divertitissimo, chiamo immediatamente Marco per vedere se gli fosse mai capitato qualcosa del genere, e mi ha confermato che la sua maestra di giapponese lo fa spesso quando dice “watashi” (io)!

Certe cose un corso non te le può insegnare, le scopri giorno per giorno sulla tua pelle vivendo in questo posto!

Comunque, domani ci ritorno e finalmente avrò una seconda cintura a disposizione.

A proposito di Shibuya… prima del calzolaio, vado all’Apple Store dove ho prenotato una visita ortopedica per lo schermo del mio macbook che da ieri sera fa le bizze… dai sintomi sembrerebbe un “semplice” problema di falso contatto del connettore… mah, speriamo bene!

Alla prossima, non cambiate canale!
Chi cambia canale… è un わたし!!!